
Le vacanze sono finalmente finite per la Formula 1 che un giorno dovrà spiegarci perché lascia agosto senza gare per gli appassionati che potrebbero anche organizzare le loro vacanze attorno a un Gran premio. D’accordo che i piloti hanno bisogno di staccare, di ricaricarsi… ma forse un vuoto di 3 settimane è eccessivo…
Riparte la caccia ad Antonelli che riprende con 50 punti di vantaggio e tanta voglia di restare là dove è: davanti a tutti. Siano alla 12esima gara stagionale ma ancora non sappiamo quante ne mancano alla fine. Il calendario ufficiale dice 12, ma siamo sicuri che si potrà gareggiare in Qatar e ad Abu Dhabi? L’alternativa prevede una sola gara a dicembre, probabilmente a Imola. A metà settembre sapremo.
Dopo le vacanze si ricomincia con un fine settimana Sprint. Anche il Gran Premio d’Olanda, sul circuito di Zandvoort, adotterà questo formato per la prima volta. Una bella trovata…
Istruzioni per l’uso di Zandvoort
- La Formula 1 riparte dai Paesi Bassi con il 12° round stagionale. Sono 35 i GP disputati al Circuit Zandvoort che faceva parte del Campionato del Mondo già nel 1952 ma che venne accantonato dopo il 1985.
- È tornato in calendario nel 2021 (effetto Max), anche se si sarebbe dovuto correre pure nel 2020, ma l’evento fu cancellato per la pandemia. Quello di quest’anno dovrebbe essere l’ultimo GP a Zandvoort, scadendo il contratto a fine 2026
- La pista, situata sulle rive del Mare del Nord, è lunga 4,259 chilometri e comprende 14 curve. La sua principale particolarità è rappresentata dalle due curve sopraelevate (la 3 e la 14), la cui pendenza è superiore persino a quella di Indianapolis.
- Per l’appuntamento nei Paesi Bassi, le mescole selezionate da Pirelli sono C2, C3 e C4, come già avvenuto lo scorso anno. La scelta di utilizzare un tris più morbido aveva favorito una gara a due soste, anche grazie alle neutralizzazioni, nella quale erano state impiegate tutte le opzioni disponibili.
- Il tracciato, situato a soli 40 km da Amsterdam, presenta un basso livello di aderenza sia per le caratteristiche dell’asfalto, rifatto in diversi punti nel corso degli anni, sia per la sabbia proveniente dalle vicine spiagge, che il vento deposita sulla pista. Questo fenomeno può ridurre il grip non solo da un giorno all’altro, ma talvolta anche da una sessione all’altra.
- Il circuito di Zandvoort è particolarmente severo per gli pneumatici in termini di densità energetica, a causa della sua lunghezza contenuta e delle numerose curve, alcune delle quali ad alta velocità. Le due sopraelevate, con inclinazioni rispettivamente di 19 e 18 gradi, generano infatti forze verticali e laterali molto elevate sugli pneumatici.
- Secondo gli ingegneri del gruppo Brembo, il Circuit Zandvoort da 4.259 metri di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti scarsamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 2 perché le 7 frenate al giro comportano un uso dei freni per poco più di 12 secondi: le 2 frenate della categoria Hard sono le sole in cui la decelerazione è di almeno 2,5, un’altra è Medium e 4 Light.
- Dalle simulazioni effettuate la curva più dura del Circuit Zandvoort per l’impianto frenante è la prima dopo il traguardo. Le monoposto vi arrivano a 323 km/h e scendono a 126 km/h in 2,97 secondi durante i quali percorrono 171 metri. I piloti esercitano un carico di 114 kg sul pedale del freno e sono soggetti a 4 g. La potenza frenante è invece di 1.659 kW.
- Rispetto al GP Paesi Bassi 2025, per effetto delle caratteristiche delle monoposto 2026 le frenate sono meno intense. Alla curva 11 un anno fa le auto perdevano 175 km/h in 2,22 secondi in cui percorrevano 107 metri mentre quest’anno dovrebbero perdere 172 km/h in 2,68 secondi, avanzando nel frattempo di 146 metri. La decelerazione subita dai piloti calerà da 4,5 g a 3,2 g e minore sarà anche lo sforzo sul pedale del freno: da 152 kg a 91 kg.
- Le scuderie devono quindi gestire con attenzione l’assetto delle monoposto e, più in generale, l’interazione tra vettura e gomme. Il livello di carico aerodinamico richiesto è elevato, molto simile a quello necessario a Budapest, sede dell’ultimo appuntamento prima della pausa estiva.
- La tappa olandese è stata anticipata di una settimana rispetto al 2025. In teoria, il degrado termico dovrebbe avere un ruolo importante nel pieno del mese di agosto, ma le temperature di Zandvoort raramente superano i 20 °C e la pioggia è un elemento ricorrente. Inoltre, la vicinanza al mare rende frequenti le raffiche di vento, che potrebbero influire sulla guida dei piloti, soprattutto in presenza della nuova aerodinamica.
- Con il formato Sprint al debutto a Zandvoort, i team avranno a disposizione una sola ora di prove libere per finalizzare il setup delle vetture. Se la Hard sarà con ogni probabilità la mescola di riferimento per la gara di domenica, le due opzioni più morbide potrebbero entrambe rappresentare una valida soluzione per la Sprint del sabato. Nelle strategie per il Gran Premio avrà rilevanza anche la difficoltà di sorpasso, dovuta a un solo rettilineo e alla carreggiata stretta.
Vince sempre chi parte in pole
- Nelle ultime cinque edizioni della gara ha sempre vinto chi è scattato dalla pole: tre volte Vesrstappen e poi Norris e Piastri.
- Un anno fa tutte le tre mescole selezionate per il Gran Premio sono state utilizzate in griglia. Quattordici piloti hanno scelto di partire con la Medium, quattro con la Soft e due con la Hard. La C2 è stata la gomma più usata in gara e principalmente nello stint centrale più lungo.
- I piloti hanno quasi tutti effettuato una seconda sosta sfruttando delle ripartenze dietro la safety car dopo il 50° giro, terminando per la maggiore su Soft.
- Non fu un grande weekend per Kimi e i ferraristi. Antonelli rimasto fuori dai 10 in qualifica causò l’incidente che tolse dalla gara Leclerc prendendosi 10″ di penalità che sommati ai 5″ per eccesso di velocità ai box lo fecero scivolare dalla sesta alla sedidecisima posizoone al traguardo.
L’ultima di Niki in Ferrari
- A Zandvoort il 28 agosto 1977 Niki Lauda ottenne la sua ultima vittoria con la Ferrari. Scattato dalla quarta casella, l’austriaco guadagnò la seconda posizione al 6° giro e al 20° infilando Jacques Laffite si portò al comando. Per Lauda fu il 15° GP vinto con la Ferrari, 13 dei quali con i dischi in ghisa Brembo che dal 1975 iniziarono ad equipaggiare la 312T e la successiva 312T2. Peraltro sempre a Zandvoort ma nel 1985 Niki conquistò la sua ultima vittoria in Formula 1.


